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“La
nostra volontà è quella di far esprimere a ciascuno dei
nostri vini la propria naturale personalità.
Sia nel vigneto che in cantina cerchiamo di intervenire in maniera equilibrata
lasciando lavorare prima la vite in armonia con il suo ambiente e poi
il vino.
Pertanto pur avendo un carattere comune, determinato dal terroir
di Campinuovi, ognuna delle nostre vendemmie ha un proprio tratto
distintivo dato dalle caratteristiche dell’annata.”
L’azienda
I terreni di Campinuovi
si trovano tutti in un versante di collina esposto a Sud, Sud-Ovest
in direzione del mare; l’altitudine varia dai 350 ai 465 m s.l.m.
L’azienda, con una superficie totale di 23 ettari, coltiva 7
ettari di vigneto costituito per l’85% da Sangiovese
e per la restante parte da altri vitigni a bacca nera (Colorino, Pugnitello,
Merlot, Cabernet Sauvignon) e a bacca bianca (Ansonica).
La densità d’impianto va dai 5.208 ai 5.682 ceppi/ha; il
sistema di allevamento è il cordone speronato. La resa di uva per
pianta va da 0,70 a 1 kg, attualmente si producono circa 15.000 bottiglie
di vino poiché i vigneti non sono ancora entrati tutti pienamente
in produzione.
Terra,
acqua, aria e calore.
Terra
Campinuovi è situata in una fascia geograficamente definita di
“alta collina”.
Geologicamente Campinuovi giace su terreni originati da Unità Liguri
e Sub-liguri (Trias- Oligocene). Unità in facies di flysch molto
eterogenea con prevalenza di argilliti e siltiti e con plaghe litoidi
di calcari e calcari marnosi. Si riscontrano con maggiore frequenza: calcareniti
gradate, arenarie fini e silt con lamine oblique e parallele, calcareniti
a grana fine raramente silicei, calcari marnosi e marne.
Pedologicamente si trovano una grande varietà di suoli per un’azienda
di così piccole dimensioni. Le nostre principali tipologie di terreno
sono:
- sabbie da macigno di arenaria fratturato con notevole
presenza di sostanza organica;
- sabbie argillose con intercalazioni di ciottolo
alluvionale e conglomerati a predominante matrice ferrosa;
- sabbie argillose con intercalazioni di ciottolo
alluvionale e conglomerati a predominante matrice calcarea;
- argille siltose;
- argille marnose con intercalazioni calcaree.
Questa elevata variabilità
di composizione dei terreni contribuisce ad arricchire la complessità
aromatica dei nostri vini, primo fra tutti il Sangiovese. Poiché
ogni suolo riflette nel vino la propria caratteristica mineralità.
Acqua
L’acqua proveniente dal Monte Amiata e diretta verso le pianure
maremmane scorre abbondante nel sottosuolo delle nostre
colline. A pochi metri di profondità dal piano di coltura la componente
argillitica dei nostro suoli trattiene quest’acqua. Ciò permette
anche nelle annate siccitose che le viti possano trovare, con le loro
radici che esplorano in profondità, l’acqua
necessaria. Grazie a questo ed alle opportune lavorazioni del terreno
adottate non si sono mai verificati fenomeni di stress idrico delle viti.
Aria e Calore
Campinuovi è ubicata in una fascia climatica tipicamente
mediterranea con grandi quantità di luce e di calore tali
da permettere ottimali maturazioni polifenoliche.
Oltre a ciò il luogo è caratterizzato da un’ulteriore
peculiarità. L’azienda è ubicata su di un versante
di collina in un punto equidistante tra il Monte Amiata ed il Mare Tirreno.
Questo fa sì che nella zona si crei un vortice di correnti
termiche del tutto particolare soprattutto nel periodo primaverile-estivo.
L’aria calda che dal mattino inizia a formarsi
a livello del mare si sposta verso la zona fredda della montagna determinando
il formarsi di un vento leggero che dal mattino spira dal mare in direzione
dell’azienda fino al pomeriggio inoltrato. Conseguentemente, soprattutto
in estate, la temperatura dell’aria nei vigneti non raggiunge mai
punte di calore eccessivo, come invece si può verificare in zone
alla stessa latitudine ma prive di ventilazione. In tal modo i precursori
delle componenti aromatiche che si formano nella bacca durante la maturazione
non vengono degradati per effetto delle elevate temperature.
Sempre per lo stesso fenomeno al calare del sole l’aria
fredda della montagna scende verso il mare, provocando anche
nei mesi più caldi un notevole abbassamento della temperatura notturna
rispetto a quella diurna. L’escursione termica che ne deriva contribuisce
ulteriormente al mantenimento delle componenti aromatiche nelle
uve, che si riflettono nelle caratteristiche note fruttate
del vino.
La
coltivazione
La tecnica colturale viticola è improntata sul massimo
rispetto nella gestione del suolo e del vigneto.
In autunno subito dopo la vendemmia tutti i filari vengono lavorati con
un ripper a 5 punte che aprono il terreno in profondità permettendo
così all’ossigeno ed alle piogge invernali di penetrare bene
nel terreno. In tal modo il terreno durante l’inverno è
in grado di incamerare l’aria per rigenerarsi e la riserva idrica
che sarà poi necessaria alla vite nel corso della successiva
stagione vegetativa.
Dopo la lavorazione autunnale viene eseguita la semina del sovescio
(composto da leguminose, graminacee e crucifere) necessario per il mantenimento
della struttura e della porosità del terreno e per l’apporto
naturale di sostanza organica, successivamente nella stagione primaverile
avviene lo sfalcio e l’interramento delle essenze seminate. Durante
il periodo primaverile-estivo vengono inoltre effettuate erpicature leggere
e superficiali per il contenimento delle erbe infestanti, per dare aria
e per interrompere i fenomeni di evaporazione di acqua dal terreno per
risalita capillare. Lungo la fila si eseguono lavorazioni con scavallatore.
Durante la fase vegetativa viene applicata la massima cura alla
gestione della chioma delle viti, in modo da equilibrare la produzione
di uva e da lasciare la vegetazione nelle migliori condizioni di arieggiamento
e captazione della radiazione luminosa. Non pratichiamo nessuna sfogliatura
né cimatura, non è necessario praticare il diradamento dei
grappoli perché otteniamo già naturalmente una maturazione
equilibrata delle uve.
I trattamenti antiparassitari vengono effettuati solamente con rame (con
una quantità di rame metallo per ettaro all’anno inferiore
ai 2 kg) e zolfo.
Durante l’anno vengono distribuiti i preparati biodinamici seguendo
le indicazioni del relativo calendario e valutando le condizioni del terreno
e dello sviluppo delle viti.
La vendemmia
Alcune settimane prima dell’epoca di vendemmia vengono effettuati
i controlli degli indici di maturazione attraverso il campionamento delle
uve di ogni varietà presente nei vigneti. Per determinare il momento
ottimale di raccolta tali controlli vengono ripetuti almeno tre volte
con cadenza settimanale.
Inoltre la decisione definitiva sull’epoca di vendemmia viene presa
sulla base della valutazione organolettica delle uve
seguendone il livello di maturazione ottimale.
La vendemmia viene effettuata esclusivamente a mano in cassette, le uve
vengono immediatamente portate in cantina e avviate alla diraspapigiatrice.
Il
lavoro in cantina
Vinificazione
La vinificazione avviene separatamente per varietà e per appezzamento
rispettando le caratteristiche dei singoli vigneti.
Al momento della diraspapigiatura vengono aggiunti solo pochi grammi di
metabisolfito di potassio. Le uve dopo essere state diraspate e sofficemente
pigiate vengono avviate ai tini tronco-conici di rovere di Slavonia
da 70 Hl per la fermentazione spontanea condotta
dai lieviti naturalmente presenti nelle uve ed in cantina. Non aggiungiamo
al mosto in fermentazione nessun tipo di additivo enologico come enzimi,
nutrienti dei lieviti, tannini ecc…
La macerazione delle bucce viene eseguita mediante rimontaggi,
follature e délestages del mosto in fermentazione secondo
le necessità che vengono valutate monitorando l’andamento
naturale della temperatura, della degradazione degli zuccheri e soprattutto
le caratteristiche organolettiche del mosto.
La svinatura viene effettuata al termine della fermentazione alcolica
separando il vino fiore dalle vinacce che subiscono una soffice pressatura
mediante pressa pneumatica.
Maturazione
Il vino giovane viene lasciato sulle fecce fini per lo svolgimento della
fermentazione malolattica che avviene spontaneamente negli stessi tini
di rovere e in botti di rovere della capacità di 20 Hl.
Solitamente la fermentazione malolattica si conclude entro Natale.
In seguito vengono usati gli stessi tini e botti di rovere per le successive
fasi di maturazione del vino.
Per la maturazione dei nostri vini rossi non vengono utilizzate barriques.
Alcuni tini di acciaio inox vengono usati per i travasi e lo stoccaggio
di breve periodo.
Imbottigliamento
L’imbottigliamento
viene effettuato manualmente senza chiarifica né filtrazione
del vino dopo un anno minimo di invecchiamento (24 mesi minimi
per la Riserva). I dosaggi di solforosa sono estremamente bassi (generalmente
meno di 50 mg/litro di anidride solforosa totale). La commercializzazione
inizia dopo un affinamento in bottiglia minimo di tre mesi (sei mesi per
la Riserva). |
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Argille marnose con intercalazioni
calcaree
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Argille siltose


Vigneto a luglio dopo un
temporale


Primavera

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Primavera - Sovescio Pronto all'interramento
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Primavera - Sovescio pronto all'interramento
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Primavera - Sovescio pronto all'interramento

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Sabbie argillose con intercalazioni di
ciottolo alluvionale e conglomerati a predominante matrice calcarea

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Sabbie argillose con intercalazioni di ciottolo alluvionale e conglomerati
a predominante matrice ferrosa

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Sabbie da macigno di arenaria fratturato con notevole presenza di sostanza
organica

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Settembre
Ansonica preparata per l'appassimento in pianta


Vendemmia 2008 - Sangiovese


Vinificazione 2008
Cappello di Sangiovese nel tino

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Vinificazione 2008
Rimontaggio del Sangiovese nel tino

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Vinificazione 2008
Rimontaggio del Sangiovese nel tino

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