“La nostra volontà è quella di far esprimere a ciascuno dei nostri vini la propria naturale personalità.
Sia nel vigneto che in cantina cerchiamo di intervenire in maniera equilibrata lasciando lavorare prima la vite in armonia con il suo ambiente e poi il vino.
Pertanto pur avendo un carattere comune, determinato dal terroir di Campinuovi, ognuna delle nostre vendemmie ha un proprio tratto distintivo dato dalle caratteristiche dell’annata.”

Daniele e Nadia




L’azienda
I terreni di Campinuovi si trovano tutti in un versante di collina esposto a Sud, Sud-Ovest in direzione del mare; l’altitudine varia dai 350 ai 465 m s.l.m.
L’azienda, con una superficie totale di 23 ettari, coltiva 7 ettari di vigneto costituito per l’85% da Sangiovese e per la restante parte da altri vitigni a bacca nera (Colorino, Pugnitello, Merlot, Cabernet Sauvignon) e a bacca bianca (Ansonica).
La densità d’impianto va dai 5.208 ai 5.682 ceppi/ha; il sistema di allevamento è il cordone speronato. La resa di uva per pianta va da 0,70 a 1 kg, attualmente si producono circa 15.000 bottiglie di vino poiché i vigneti non sono ancora entrati tutti pienamente in produzione.

 

Terra, acqua, aria e calore.

Terra
Campinuovi è situata in una fascia geograficamente definita di “alta collina”.
Geologicamente Campinuovi giace su terreni originati da Unità Liguri e Sub-liguri (Trias- Oligocene). Unità in facies di flysch molto eterogenea con prevalenza di argilliti e siltiti e con plaghe litoidi di calcari e calcari marnosi. Si riscontrano con maggiore frequenza: calcareniti gradate, arenarie fini e silt con lamine oblique e parallele, calcareniti a grana fine raramente silicei, calcari marnosi e marne.
Pedologicamente si trovano una grande varietà di suoli per un’azienda di così piccole dimensioni. Le nostre principali tipologie di terreno sono:
- sabbie da macigno di arenaria fratturato con notevole presenza di sostanza organica;
- sabbie argillose con intercalazioni di ciottolo alluvionale e conglomerati a predominante matrice ferrosa;
- sabbie argillose con intercalazioni di ciottolo alluvionale e conglomerati a predominante matrice calcarea;
- argille siltose;
- argille marnose con intercalazioni calcaree.

Questa elevata variabilità di composizione dei terreni contribuisce ad arricchire la complessità aromatica dei nostri vini, primo fra tutti il Sangiovese. Poiché ogni suolo riflette nel vino la propria caratteristica mineralità.


Acqua
L’acqua proveniente dal Monte Amiata e diretta verso le pianure maremmane scorre abbondante nel sottosuolo delle nostre colline. A pochi metri di profondità dal piano di coltura la componente argillitica dei nostro suoli trattiene quest’acqua. Ciò permette anche nelle annate siccitose che le viti possano trovare, con le loro radici che esplorano in profondità, l’acqua necessaria. Grazie a questo ed alle opportune lavorazioni del terreno adottate non si sono mai verificati fenomeni di stress idrico delle viti.


Aria e Calore
Campinuovi è ubicata in una fascia climatica tipicamente mediterranea con grandi quantità di luce e di calore tali da permettere ottimali maturazioni polifenoliche.
Oltre a ciò il luogo è caratterizzato da un’ulteriore peculiarità. L’azienda è ubicata su di un versante di collina in un punto equidistante tra il Monte Amiata ed il Mare Tirreno. Questo fa sì che nella zona si crei un vortice di correnti termiche del tutto particolare soprattutto nel periodo primaverile-estivo.
L’aria calda che dal mattino inizia a formarsi a livello del mare si sposta verso la zona fredda della montagna determinando il formarsi di un vento leggero che dal mattino spira dal mare in direzione dell’azienda fino al pomeriggio inoltrato. Conseguentemente, soprattutto in estate, la temperatura dell’aria nei vigneti non raggiunge mai punte di calore eccessivo, come invece si può verificare in zone alla stessa latitudine ma prive di ventilazione. In tal modo i precursori delle componenti aromatiche che si formano nella bacca durante la maturazione non vengono degradati per effetto delle elevate temperature.
Sempre per lo stesso fenomeno al calare del sole l’aria fredda della montagna scende verso il mare, provocando anche nei mesi più caldi un notevole abbassamento della temperatura notturna rispetto a quella diurna. L’escursione termica che ne deriva contribuisce ulteriormente al mantenimento delle componenti aromatiche nelle uve, che si riflettono nelle caratteristiche note fruttate del vino.

La coltivazione
La tecnica colturale viticola è improntata sul massimo rispetto nella gestione del suolo e del vigneto.
In autunno subito dopo la vendemmia tutti i filari vengono lavorati con un ripper a 5 punte che aprono il terreno in profondità permettendo così all’ossigeno ed alle piogge invernali di penetrare bene nel terreno. In tal modo il terreno durante l’inverno è in grado di incamerare l’aria per rigenerarsi e la riserva idrica che sarà poi necessaria alla vite nel corso della successiva stagione vegetativa.
Dopo la lavorazione autunnale viene eseguita la semina del sovescio (composto da leguminose, graminacee e crucifere) necessario per il mantenimento della struttura e della porosità del terreno e per l’apporto naturale di sostanza organica, successivamente nella stagione primaverile avviene lo sfalcio e l’interramento delle essenze seminate. Durante il periodo primaverile-estivo vengono inoltre effettuate erpicature leggere e superficiali per il contenimento delle erbe infestanti, per dare aria e per interrompere i fenomeni di evaporazione di acqua dal terreno per risalita capillare. Lungo la fila si eseguono lavorazioni con scavallatore.
Durante la fase vegetativa viene applicata la massima cura alla gestione della chioma delle viti, in modo da equilibrare la produzione di uva e da lasciare la vegetazione nelle migliori condizioni di arieggiamento e captazione della radiazione luminosa. Non pratichiamo nessuna sfogliatura né cimatura, non è necessario praticare il diradamento dei grappoli perché otteniamo già naturalmente una maturazione equilibrata delle uve.
I trattamenti antiparassitari vengono effettuati solamente con rame (con una quantità di rame metallo per ettaro all’anno inferiore ai 2 kg) e zolfo.
Durante l’anno vengono distribuiti i preparati biodinamici seguendo le indicazioni del relativo calendario e valutando le condizioni del terreno e dello sviluppo delle viti.


La vendemmia
Alcune settimane prima dell’epoca di vendemmia vengono effettuati i controlli degli indici di maturazione attraverso il campionamento delle uve di ogni varietà presente nei vigneti. Per determinare il momento ottimale di raccolta tali controlli vengono ripetuti almeno tre volte con cadenza settimanale.
Inoltre la decisione definitiva sull’epoca di vendemmia viene presa sulla base della valutazione organolettica delle uve seguendone il livello di maturazione ottimale.
La vendemmia viene effettuata esclusivamente a mano in cassette, le uve vengono immediatamente portate in cantina e avviate alla diraspapigiatrice.

Il lavoro in cantina
Vinificazione
La vinificazione avviene separatamente per varietà e per appezzamento rispettando le caratteristiche dei singoli vigneti.
Al momento della diraspapigiatura vengono aggiunti solo pochi grammi di metabisolfito di potassio. Le uve dopo essere state diraspate e sofficemente pigiate vengono avviate ai tini tronco-conici di rovere di Slavonia da 70 Hl per la fermentazione spontanea condotta dai lieviti naturalmente presenti nelle uve ed in cantina. Non aggiungiamo al mosto in fermentazione nessun tipo di additivo enologico come enzimi, nutrienti dei lieviti, tannini ecc…
La macerazione delle bucce viene eseguita mediante rimontaggi, follature e délestages del mosto in fermentazione secondo le necessità che vengono valutate monitorando l’andamento naturale della temperatura, della degradazione degli zuccheri e soprattutto le caratteristiche organolettiche del mosto.
La svinatura viene effettuata al termine della fermentazione alcolica separando il vino fiore dalle vinacce che subiscono una soffice pressatura mediante pressa pneumatica.

Maturazione
Il vino giovane viene lasciato sulle fecce fini per lo svolgimento della fermentazione malolattica che avviene spontaneamente negli stessi tini di rovere e in botti di rovere della capacità di 20 Hl. Solitamente la fermentazione malolattica si conclude entro Natale.
In seguito vengono usati gli stessi tini e botti di rovere per le successive fasi di maturazione del vino.
Per la maturazione dei nostri vini rossi non vengono utilizzate barriques. Alcuni tini di acciaio inox vengono usati per i travasi e lo stoccaggio di breve periodo.

Imbottigliamento
L’imbottigliamento viene effettuato manualmente senza chiarifica né filtrazione del vino dopo un anno minimo di invecchiamento (24 mesi minimi per la Riserva). I dosaggi di solforosa sono estremamente bassi (generalmente meno di 50 mg/litro di anidride solforosa totale). La commercializzazione inizia dopo un affinamento in bottiglia minimo di tre mesi (sei mesi per la Riserva).

 


 

Argille marnose con intercalazioni calcaree
 

Argille siltose
 

Vigneto a luglio dopo un temporale

Primavera
 

 
Primavera - Sovescio Pronto all'interramento


Primavera - Sovescio pronto all'interramento


Primavera - Sovescio pronto all'interramento


Sabbie argillose con intercalazioni di ciottolo alluvionale e conglomerati a predominante matrice calcarea


Sabbie argillose con intercalazioni di ciottolo alluvionale e conglomerati a predominante matrice ferrosa


Sabbie da macigno di arenaria fratturato con notevole presenza di sostanza organica


Settembre
Ansonica preparata per l'appassimento in pianta

 

Vendemmia 2008 - Sangiovese

Vinificazione 2008
Cappello di Sangiovese nel tino

Vinificazione 2008
Rimontaggio del Sangiovese nel tino
 

Vinificazione 2008
Rimontaggio del Sangiovese nel tino

   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   

 



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Produzione: Località Campinuovi - Castiglioncello Bandini - Cinigiano (GR) - Italia