L’idea di avere un’azienda tutta per loro nasce dal desiderio di dare forma, attraverso il loro lavoro, a qualcosa che li rappresenti. L’intento era quello di trovare un luogo dove poter creare una piccola azienda con un grande obiettivo: produrre un “vino autentico” risultante dal legame del territorio con il lavoro dell’uomo.

Trovare il luogo giusto non è stato affatto facile, due anni di ricerche in varie zone della Toscana, tanti luoghi visti e possibilità esplorate ma nulla che li convincesse fino in fondo. Poi nel 2000 una collina con terreni abbandonati da più di 10 anni viene proposta loro quasi per scherzo, terre che non interessavano più a nessuno oramai da tanto tempo.

Nasceva Campinuovi: 25 ettari ubicati sulle colline alle pendici del Monte Amiata, venti chilometri a Sud di Montalcino. L’azienda si affaccia sull’ampia pianura Maremmana e attualmente coltiva 9,5 ettari di vigneto costituito da Sangiovese e per il 10% da altri vitigni a bacca nera (Colorino, Pugnitello, Merlot, Cabernet Sauvignon) e a bacca bianca (Ansonica).

– Le vigne e sullo sfondo il castello di Porrona

I TERRENI

I terreni di Campinuovi si trovano tutti in un versante di collina esposto a Sud, Sud-Ovest in direzione del mare; l’altitudine varia dai 350 ai 465 m s.l.m.

La densità d’impianto va dai 5.208 ai 5.682 ceppi/ha; il sistema di allevamento è il cordone speronato. La resa di uva per pianta va da 0,70 a 1 kg, attualmente si producono circa 45.000 bottiglie di vino poiché i vigneti non sono ancora entrati tutti pienamente in produzione.

La coltivazione

La tecnica colturale viticola è improntata sul massimo rispetto nella gestione del suolo e del vigneto.

In autunno subito dopo la vendemmia tutti i filari vengono lavorati con un ripper a 5 punte che aprono il terreno in profondità permettendo così all’ossigeno ed alle piogge invernali di penetrare bene nel terreno. In tal modo il terreno durante l’inverno è in grado di incamerare l’aria per rigenerarsi e la riserva idrica che sarà poi necessaria alla vite nel corso della successiva stagione vegetativa.

Dopo la lavorazione autunnale viene eseguita, a filari alternati, la semina del sovescio (composto da leguminose, graminacee e crucifere) necessario per il mantenimento della struttura e della porosità del terreno e per l’apporto naturale di sostanza organica, successivamente nella stagione primaverile avviene lo sfalcio e l’interramento delle essenze seminate. Durante il periodo primaverile-estivo vengono inoltre effettuate erpicature leggere e superficiali per il contenimento delle erbe infestanti, per dare aria e per interrompere i fenomeni di evaporazione di acqua dal terreno per risalita capillare. Lungo la fila si eseguono lavorazioni con scavallatore.

Durante la fase vegetativa viene applicata la massima cura alla gestione della chioma delle viti, in modo da equilibrare la produzione di uva e da lasciare la vegetazione nelle migliori condizioni di arieggiamento e captazione della radiazione luminosa. Non pratichiamo nessuna sfogliatura né cimatura, non è necessario praticare il diradamento dei grappoli perché otteniamo già naturalmente una maturazione equilibrata delle uve.

I trattamenti antiparassitari vengono effettuati solamente con rame (con una quantità di rame metallo per ettaro all’anno inferiore ai 2 kg) e zolfo.

Durante l’anno vengono distribuiti i preparati biodinamici seguendo le indicazioni del relativo calendario e valutando le condizioni del terreno e dello sviluppo delle viti.